Il caso Gambirasio in Cassazione: la perizia richiesta dalla difesa di Bossetti sarebbe possibile

Nella puntata del 5 ottobre di "Quarto Grado" è stato messo in risalto il caso dell'omicidio di Yara Gambirasio. L'iter giudiziario è arrivato in Cassazione e Massimo Bossetti, il muratore di Mapello condannato all'ergastolo in due gradi di giudizio, potrebbe essere dichiarato definitivamente l'assassino della ragazzina.
C'è un "ma" che ieri la trasmissione ha ben evidenziato: la prova regina, ossia quella del DNA, è stata descritta dalla difesa come "un mezzo DNA", visto che manca la componente mitocondriale dell'imputato, ossia quella che è legata alla sua linea materna. Per fugare ogni dubbio gli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini hanno chiesto una nuova perizia alla presenza dei loro consulenti perché al momento dell'analisi non erano presenti le controparti, nemmeno gli avvocati di Mohammed Fikri che allora era indagato.
Il Presidente della Corte Enrico Fischetti ha negato tale possibilità, affermando testualmente: «Non vi sono più campioni di materiale genetico in misura idonea a consentire nuove amplificazioni e tipizzazioni», eppure gli inquirenti durante l'interrogatorio a Bossetti avevano definito quella traccia "abbondante".
In effetti su uno dei più importanti campioni, il 31-G20, il DNA sarebbe stato esaurito, ma ci potrebbero essere altre tracce: ai microfoni del programma Mediaset e secondo Camporini anche davanti alla Corte d'Assise, il prof. Giorgio Casari, uno dei periti dell'accusa, aveva dichiarato: «Il materiale c'è ancora, variamente misto, in cui molto spesso di Ignoto 1 ci sono delle tracce in una piccola percentuale in quello che è il DNA di Yara».

La perizia richiesta dalla difesa e dallo stesso Bossetti sarebbe possibile e dissiperebbe ogni dubbio, per l'avvocato Camporini «il problema in questa sede è solo se la sentenza debba essere annullata con rinvio o senza rinvio, perché, nel caso in cui non ci sia più materiale e non si possa più ripetere l'esame, nel dubbio l'imputato dev'essere assolto. Ma il materiale c'è, inutile pensare a Guerinoni: c'è Bossetti, c'è il materiale, facciamo questo match con il rischio che risulti positivo. Noi non sappiamo quale sarà l'esito».
Il legale ha aggiunto che anche per il genetista e consulente della Procura Carlo Previderè sono rimaste delle tracce, addirittura nel campione 31-G20. Si tratta dello stesso professore che durante un'udienza aveva dichiarato: «Potrebbe essere scovata una persona con il DNA di Ignoto 1, in pratica il suo gemello biologico, se ci fossero 330 milioni di miliardi di pianeti popolati di 7 miliardi di abitanti com'è la Terra».

C'è anche la novità dei motivi aggiunti che durante la trasmissione ha illustrato l'avvocato Salvagni: «Sono altre 64 pagine che si vanno ad aggiungere alle 600 del ricorso principale. Sono sostanzialmente tre motivi: abbiamo richiamato gli atti di un convegno importantissimo dove è intervenuto il prof. Peter Gill che notoriamente è da tutti riconosciuto come un luminare della materia che mette l'accento e stigmatizza alcuni aspetti di questa difesa, dandole peraltro ragione, anche se non è un nostro consulente. Inoltre in appello abbiamo richiesto di fare un esperimento giudiziale per verificare se sia possibile rinvenire una traccia di DNA di quella qualità dopo 3 mesi di tempo, Gill dice che questo non è possibile. Infine abbiamo richiamato la giurisprudenza della Corte Europea che bacchetta alcuni Stati, tra cui anche l'Italia, quando non viene rispettato il diritto di difesa e nel caso specifico, per me, questo diritto non è stato rispettato».

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Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con un master in scienze forensi e uno in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.