“Quarto Grado” del 28/9/18: la rapina di Lanciano e l'approfondimento su Matteo Cagnoni

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La puntata di ieri è stata una delle più atipiche degli ultimi mesi, in quanto incentrata almeno nella fase iniziale su una rapina e precisamente quella di Lanciano.
Si è trattato di un caso di cronaca che ha tenuto banco in tutti i TG per giorni e che ha visto come vittime i coniugi Carlo Martelli, 69 anni, chirurgo cardiovascolare in pensione e la moglie Niva Bazzan. I due sono stati aggrediti in piena notte nella loro villa da una banda di rumeni che li hanno picchiati, derubati e che hanno addirittura deciso di recidere alla donna il lobo dell'orecchio destro.
I malviventi sarebbero Alexander Bogadan Coltenau (26 anni), Costantin Aurel Turlica (22), Ion Cosmin Turlica (20) e Aurel Ruset (25), erano perfettamente integrati in Italia e non davano nell'occhio perché conducevano una vita, almeno diurna, assolutamente normale, lavorando nel campo dell'edilizia e del giardinaggio.
In zona sono avvenute altre rapine compiute da 4/5 malviventi incappucciati, la redazione di "Quarto Grado" ha mappato con cura questo fenomeno.

Massimo Picozzi ha commentato i vari servizi in questo modo: «Per soggetti di questo tipo l'arresto e la condanna non sono un deterrente. Nei paesi dell'est il valore della vita non è come lo consideriamo noi e alla minima resistenza questi rapinatori fanno scattare la reazione violenta».

Si è tornati a discutere dell'omicidio di Isabella Noventa: rispetto alla puntata della scorsa settimana è stato aggiunto che per gli avvocati di Debora, Freddy e Manuela non ci sarebbe premeditazione; la prima, in riferimento alla sua presunta dolcezza, sarebbe stata addirittura definita dai legali "un cioccolatino".
L'accusa ha rilanciato e ha ipotizzato la premeditazione anche a carico della Cacco: la tabaccaia aveva spedito un SMS all'uomo pochi giorni prima della scomparsa di Isabella: «Ti amo, porta pazienza ancora per poco», inoltre era a conoscenza dell'appuntamento che ha portato alla morte della rivale.

C'è anche il particolare sulla "Bachata day", ossia uno stage di ballo che si sarebbe tenuto due mesi dopo la morte della Noventa: proprio la sera prima dell'omicidio Manuela Cacco aveva mandato un messaggio all'organizzatore dell'evento chiedendo se era tutto a posto per la camera che lei avrebbe occupato con il suo "partner" Freddy Sorgato. La Procura si chiede come faceva a sapere che due mesi dopo sarebbe stata sicuramente con l'uomo, tenendo presente che Isabella era ancora la compagna di quest'ultimo.

Si è tornati a parlare della scomparsa di Gessica Lattuca e di un giallo ulteriore: è stata incendiata l'auto in uso all'ex datore di lavoro della donna, eppure ai microfoni della trasmissione il protagonista della vicenda aveva riferito di non possedere alcuna macchina. Il caso è durato solo qualche giorno, il tempo di chiarire che la vettura era intestata a un'altra persona, tuttavia la vicenda ha ancora dei contorni poco chiari.
Filippo Russotto, ex compagno di Gessica, è stato intervistato in diretta e si è dimostrato molto disponibile fin da subito: "torchiato" da Gianluigi Nuzzi e Carmelo Abbate non ha fatto una piega.

Riguardo la scomparsa della piccola Iushra (qui e qui i riassunti delle puntate precedenti in cui se n'è discusso) è avvenuto l'incontro fra l'eccentrico supertestimone Enrico Ragnoli e il padre della bambina: per il primo Iushra indossava pantaloni blu o neri, per il secondo dovevano essere rosa, i giornalisti di "Quarto Grado" si sono chiesti se la ragazzina si fosse cambiata durante l'escursione.
Tuttavia durante le interviste registrate è accaduto un fatto strano, Ragnoli ad un certo punto ha detto: «Ho provato a telefonare al 112, ma il numero non era raggiungibile», eppure l'inviata della trasmissione ha dimostrato che sul posto, almeno in quel momento, c'era linea. Per il perito Paolo Reale «quando non si riesce a chiamare il numero d'emergenza è una situazione molto particolare perché indipendente dal proprio gestore. Nel punto non ci dev'essere nessuna cella raggiungibile».
Alessandro Meluzzi si è dimostrato molto dubbioso: «Il testimone si valuta per la sua attendibilità e la sua affidabilità. Le memorie si condensano, si sovrappongono, si confondono. Gli studi sulla testimonianza sono molto pessimistici».

In seguito è stato trasmesso un approfondimento sul carattere di Matteo Cagnoni: il presunto omicida di Giulia Ballestri condannato all'ergastolo in primo grado (qui e qui gli approfondimenti) sembrerebbe avere due facce. In realtà per Massimo Picozzi non è così o, meglio, si tratterebbe di due facce della stessa medaglia: «Questo è il classico prototipo di narcisista. I narcisisti possono sembrare impermeabili a tutto, ma possono anche avere un'autostima bassissima».

Per Sabrina Scampini «la violenza che lui ha usato contro sua moglie è stata incredibile e l'ergastolo è assolutamente meritato».
Il lavoro della Procura è stato certosino soprattutto sugli spostamenti del dermatologo ravennate che avrebbe fatto una sorta di ricognizione della villa il giorno prima del delitto e questo comportamento farebbe pensare alla premeditazione.

È stato nuovamente preso in considerazione l'omicidio di Noemi Durini: Lucio sostiene che al suo arrivo dopo il delitto (ore 7.30) tutta la famiglia stava dormendo e così è stato almeno fino alle 9. Eppure alle 8.32, ora in cui il ragazzo dice di essere stato a casa, la 500 dei Marzo è stata ripresa mentre veniva parcheggiata.

Il programma si è occupato anche dell'omicidio di Maurizio Pozzi e della morte di David Rossi.

Vi ricordiamo che non seguiremo sempre in diretta su Twitter la trasmissione e che i riassunti su DirittoeCronaca.it verranno pubblicati saltuariamente: ringraziamo tutti i nostri lettori della loro presenza costante, ma possiamo garantire un servizio di qualità, non periodico.

Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con un master in scienze forensi e uno in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.