Omicidio di Marco Vannini: intervengono i Ministri Bonafede e Trenta

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Dopo la sentenza del processo d'appello per l'omicidio di Marco Vannini e il polverone mediatico che ne è conseguito hanno deciso di intervenire, rispettivamente, la Ministra della Difesa Elisabetta Trenta sul reintegro in Marina di Antonio Ciontoli e il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede sull'ormai famigerata lettura del dispositivo.
La Trenta su Facebook ha annunciato il suo impegno affinché Ciontoli non possa più essere collocato nelle forze armate: «Non posso entrare nei meriti della sentenza giudiziaria, poiché esula dalle mie competenze e prerogative, ma una cosa la posso fare: il mio impegno, il mio massimo impegno, fin quando sarò io a guidare il Ministero della Difesa, affinché al signor Ciontoli non sia concesso il reintegro in Forza Armata. Ho già in questo senso dato disposizioni alle competenti articolazioni della Difesa. Colgo l'occasione per esprimere anche tutta la mia vicinanza ai cari e alla famiglia di Marco, in questo difficilissimo momento. Comprendo il vostro dolore, comprendo la vostra rabbia, ma sappiate che non siete soli».
Più duro Bonafede sulla frase del Presidente della Corte d'Assise d'Appello detta durante la lettura del dispositivo: anche se il contesto era estremamente agitato l'esternazione è parsa fuori luogo.
Queste le parole del Guardasigilli in un video caricato su Facebook e Twitter: «Il Ministro della Giustizia non può e non deve entrare nel merito delle decisioni dei magistrati, è un principio fondamentale della nostra Costituzione ed è un principio che io non posso e non voglio violare. Stamattina ho chiamato personalmente la mamma di Marco Vannini, abbiamo parlato, nei prossimi giorni parleremo ancora qui al Ministero. Le ho già spiegato che il Ministro della Giustizia non può entrare nel merito delle decisioni dei giudici. Detto questo, ho guardato con molta attenzione il video in cui viene ripreso il momento della lettura del dispositivo della sentenza e voglio spiegare chiaramente a tutti, perché quel video è entrato dentro milioni di case dei cittadini italiani, che un magistrato ha tutti gli strumenti idonei a far mantenere l'ordine all'interno di un'aula giudiziaria. Ecco perché ritengo che sia inaccettabile, e sono indignato per questo, che un magistrato interrompa la lettura del dispositivo della sentenza per dire "Se volete andarvi a fare un giro a Perugia ditelo". Siccome lo ritengo inaccettabile io, come Ministro della Giustizia, ho già attivato gli uffici affinché vengano fatte tutte le verifiche e gli accertamenti del caso».

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Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con un master in scienze forensi e uno in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.