L'omicidio di Marco Vannini prima della Cassazione: dalle Iene alla conferenza stampa della difesa

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UNA FERITA APERTA - L'omicidio del ventenne Marco Vannini potrebbe essere considerato una ferita aperta nel cuore di tutti e forse dell'intera giustizia italiana perché, per quanto gli organi giudicanti abbiano provato a fare luce sull'accaduto, è rimasta l'impressione che non si sia fatto abbastanza. Si può arrivare alla pena di 5 anni di reclusione per avere sparato a un ragazzo? La risposta è sì se si tratta di un'azione colposa ex art. 589 c.p., ma è proprio nell'ambito della colpevolezza che qualcosa non torna, perché per molti Antonio Ciontoli avrebbe agito con dolo. Quanto c'è di vero in questa convinzione? E cosa ne pensano gli avvocati della difesa? Andiamo per ordine.

LE IENE - Dagli atti dei processi di primo e secondo grado risulta che Antonio Ciontoli, un sottufficiale della Marina Militare distaccato ai servizi segreti, sparò accidentalmente al braccio destro di Marco. La pallottola attraversò il polmone e il cuore del giovane, causandone la morte per emoraggia interna dopo una lunga agonia. Antonio aveva rallentato i soccorsi e anche per questo durante il primo grado di giudizio il PM aveva chiesto per lui 21 anni di reclusione, 14 per i familiari e 2 per Viola Giorgini, la fidanzata di Federico Ciontoli imputatata di omissione di soccorso e in seguito assolta.
Giulio Golia delle Iene si è occupato del caso e, sulla base delle sue ricerche, alcuni aspetti delle indagini non tornerebbero, a cominciare dall'analisi delle particelle di polvere da sparo (il cosiddetto "STUB"): sono state trovate più tracce di questo tipo addosso a Federico Ciontoli, ma anche nelle narici della sorella Martina, segno che anche la ragazza potrebbe essere stata presente al momento del sparo.

LE PISTOLE E IL BOSSOLO - Durante le indagini preliminari e il dibattimento Federico ha sostenuto di aver raccolto le pistole dopo il colpo e di averle portate fuori dal bagno, il che se da una parte spiega le tracce di polvere da sparo addosso al giovane, va a complicare tremendamente la situazione, perché le stesse armi sono state trovate in un secondo momento dagli inquirenti sotto il materasso del ragazzo.
Il padre di Marco davanti alle telecamere delle Iene ha riferito che su quelle armi da fuoco non è stata trovata né un'impronta né tracce di DNA, possibile dopo lo sparo e l'intervento di Federico che le avrebbe portate al piano terra in un primo momento e, subito dopo, al piano superiore per metterle sotto il letto?
Golia si è soffermato anche sulla questione del bossolo, perché Federico ha riferito alla Procura di averlo trovato in bagno, ma com'è finito sotto il materasso del giovane con le pistole?

IL PUNTO DI VISTA DIFENSIVO - Circa una settimana fa è stato creato un canale YouTube intitolato "Antonio Ciontoli" in cui sono stati caricati due filmati della conferenza stampa organizzata dagli avvocati della difesa. Una volta cliccato sul primo si può leggere, nella sua descrizione, "LA VERITÀ" e nel secondo "Per evitare strumentalizzazioni dei media".
Anche noi di DirittoeCronaca.it gestiamo un canale YouTube e abbiamo voluto pubblicare un video che non solo riassume la tragedia dal suo principio fino agli ultimi risvolti, ma anche il punto di vista difensivo, a partire da trascrizioni parziali delle intercettazioni da parte di alcune trasmissioni televisive fino ad arrivare alla perdita ematica che all'esterno sarebbe stata esigua e che quindi non avrebbe particolarmente allarmato Antonio Ciontoli durante le fasi iniziali del dramma.
L'iter giudiziario è stato fra i più combattuti degli ultimi anni e il terzo grado sarà sicuramente destinato a far discutere, come sempre seguiremo gli sviluppi del caso.

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Autore: Davide Ronca

Dottore in giurisprudenza con un master in scienze forensi e uno in scienze criminologiche. Giornalista dal 2007, è da sempre attivissimo sul web per portare un'informazione di qualità.